Itinerario della memoria
Itinerario della memoria

Itinerario della memoria
Mezzomonte
Mezzomonte e' un piccolo borgo caratteristico, con case di sassi disposte e costruite su piu' livelli, che si affaccia mollemente sull'ampia pianura, da un costone a circa 500 metri sul livello del mare. Il suo nome, che un tempo sembra invece fosse Nuvolone, descrive molto bene la sua posizione geografica nel contesto montano perche', a chi lo osserva dalla pianura, esso appare davvero come una linea continua di case ''fissata'' a meta' montagna. Raggiunto il Paese lungo l'unica strada, si ha come punto di riferimento la chiesa e la piazza, da qui ci si puo' dirigere verso boschi di castagno, prati aridi, canaloni infossati, semplicemente scegliendo uno dei tanti sentieri. Facile allora incontrare i ciclamini, la rosa gallica, ed in primavera fioriture profumatissime di narcisi bianchi, con punti colorati di peonie selvatiche, giaggioli susinari e gigli di San Giovanni. L'origine di questo paese e' incerta, anche se sicuramente i primi ad abitarci furono boscaioli, carbonai e pastori, popolazioni forse di origine albanese al servizio della Serenissima o popolazioni germaniche in periodo medioevale. In ogni caso lassu' le prime genti conducevano una vita dura, lottando con le misere risorse del posto, come la scarsita' d'acqua e l'isolamento. Oggigiorno i residenti sono meno di un centinaio, ma in estate le presenze aumentano per il rientro di tante persone emigrate nei diversi paesi del mondo.
Le lame
Queste pozze d'alpeggio di origine naturale o antropica sono delle piccole conche, dal fondo impermeabile, in cui si raccolgono le acque piovane formando delle raccolte idriche spesso a carattere stagionale. Le lame, fondamentali per le attivita' zootecniche in montagna, costituiscono anche degli interessanti ecosistemi che offrono rifugio a diverse specie vegetali ed animali. In particolare risultano importanti soprattutto per gli anfibi. All'interno delle lame poste nei pressi di Malga Campo, Casera Valle Friz, Casera Bachet, Busa del Giaz e i Fanghi sono segnalate le presenze del tritone crestato meridionale (Triturus carnifex) e dell'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata variegata). Tali siti sono oggetto, nell'ambito del progetto LIFE NATURA per il ripristino delle aree umide di alpeggio, di interventi di ripristino e valorizzazione. Per la sua posizione panoramica, e per il facile accesso la pozza d'alpeggio posta nei pressi dela casera Val di Lama merita una sosta ed un'attenta osservazione.
Cippo Giovanni Zambon
Il cippo, costruito a forma di altare con i sassi della montagna, commemora il partigiano garibaldino Giovanni Zambon, di 31 anni, ucciso dai nazisti durante il rastrellamento del 9 settembre 1944.
Casera della valle friz
Posta ai piedi di una conca situata nell'omonima valle, malga Valle Friz comprende i pascoli piu' alti dell'intero comprensorio che superano, in localita' Zuc di Valliselle, i 1600 m s.l.m. I pascoli presentano alcuni tra gli esempi piu' interessanti di forme carsiche superficiale, oltre a grotte e cavita'. Tra queste si ricorda la ''Busa del Gias'', una grotta carsica utilizzata in passato dai malgari per la conservazione degli alimenti, grazie alla sua capacita' di preservare la neve anche durante il periodo estivo. Gli edifici sono costituiti da lla casera e dallo stallone ristrutturato e in parte destinato a ricovero per gli escursionisti.
Col cornier
Il Col Cornier con i suoi 1767 m s.l.m. e' la cima piu' alta del territorio del comune di Budoia. Da un punto di vista escursionistico non presenta difficolta' tecniche mentre da un punto di vista paesaggistico regala interessanti viste sul gruppo del Cavallo, sul Cansiglio e le retrostanti cime delle Dolomiti Bellunesi, ma anche sul monte Canin, sul monte Matajur, su Trieste, l'Istria ed il Mar Adriatico. Nel 2002, l'Anno Internazionale delle Montagne, il Col Cornier e' stato denominato la ''montagna dei ragazzi del mondo'' e da allora e' teatro di interessanti iniziative rivolte agli adolescenti d'Italia e d'Europa.
Cippo Maso
Il cippo, a circa 1600 m s.l.m., si trova il cippo dedicato al comandante osovano, capo si stato maggiore della brigata unificata Ippolito Nievo, Pietro Maset ''Maso''. La stele ricorda la sua morte avvenuta in un combattimento contro i nazisti il 12 aprile 1945.
Documenti
  1. della memoria.bmp