Itinerario di Sant'Antonio
Itinerario di Sant'Antonio

Itinerario di Sant’Antonio
Giglio di S. Giovanni
Il giglio di San Giovanni e' una pianta erbacea perenne, alta 30-80 cm, con fusto eretto e base macchiata di porpora che e' possibile osservare lungo questo itinerario. Porta 1-5 fiori eretti di colore aranciato o rosso-aranciato, a volte con punteggiature brune. Il nome del genere Lilium e' il nome latino del giglio, mentre il nome della specie bulbiferum significa portatore di bulbi e fa riferimento ai bulbilli posti all'ascella delle foglie superiori o al bulbo posto nel substrato. Si rinviene lungo le pendici prative umide ed assolate, tra le alte erbe, negli arbusteti e nei boschi radi su terreni calcarei, dai 500 ai 2000 m. Fiorisce in maggio-luglio.
Antichi sentieri
ormai sono solamente delle tracce che stanno per essere cancellate dall'abbandono. Queste ''vie della montagna'' sono sospese tra presente e passato e percorrendole ci permettono di respirare e di rivivere quello che siamo stati e di porci delle domande su quello che saremo. Di sicuro, questi sentieri, facilmente raggiungibili dalle citta' della pianura friulana, consentono di perdersi in tutta sicurezza nella Natura e meritano di essere valorizzati e riscoperti perche' possono comunque darci ancora molto.
Le colline
L'area collinare posta ad est dell'abitato di Dardago con boschi e radure e' un ambiente nel quale con un po' di attenzione e fortuna si possono osservare diversi specie animali caratteristiche. Nelle giornate umide e piovose frequente e' l'incontro con la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) che lenta si muove tra le foglie. Altre volte un leggero calpestio svela la presenza di un capriolo (Capreolus capreolus), che si allontana nel bosco. Sui resti di antichi pascoli, verso la sommita' dei colli, alzando gli occhi al cielo, talvolta e' possibile osservare il volo di un grande rapace. E' il biancone (Circaetus gallicus), l'aquila dei serpenti, che frequenta abitualmente queste zone ricche di correnti ascensionali e che spesso vola con un serpente, come preda, nel becco.
I pascoli
I pascoli del territorio comunale, lungo i versanti, risultano costituiti da vaste praterie aride attorniate da macchie di arbusti e boschi di latifoglie termofile. Piu' su dove il pendio lascia lo spazio ad un altopiano ondulato il paesaggio diviene tipicamente carsico ed i pascoli risultano circondati da impianti artificiali di resinose e boschi naturali di faggio. I pascoli a queste quote sono di natura antropica e la loro origine risale al medioevo quando con il diffondersi dell'allevamento inizio' un consistente processo di disboscamento dal quale, nel corso dei secoli, venne risparmiato solamente il bosco del Cansiglio. Agli inizi del 1900, tutti i versanti meridionali della dorsale Cansiglio-Cavallo, si presentavano come un grande pascolo punteggiato di stavoli e casere. Negli ultimi decenni, in seguito all'abbandono delle pratiche zootecniche tradizionali in favore di attivita' piu' remunerative nei maggiori centri della pianura pordenonese, il paesaggio sta subendo una rapida evoluzione con il bosco che si sta velocemente riappropriando dei suoi antichi domini.
Documenti
  1. antonio.bmp